

Ergonomia
e telelavoro
L'ergonomia fornisce linee guida e indicazioni
per la progettazione dei sistemi uomo-macchina.
Dato che il telelavoro implica l'uso di
strumenti, linee guida ricavate sia dall'ergonomia "classica" (fisica)
sia dall'ergonomia cognitiva possono essere applicate alla progettazione
degli strumenti dei telelavoratori ed alla programmazione dei loro compiti.
Lo scopo di questo capitolo è di
illustrare alcune indicazioni e linee guida generali per la progettazione
di workstation, per la compatibilità cognitiva e per la programmazione
degli obiettivi.
Ergonomia fisica
Qui di seguito sono fornite alcune indicazioni
per l'ergonomia fisica della workstation da utilizzare a casa. Le misure
sono basate su dati antropometrici solo fino ad un certo punto: le dimensioni
suggerite sono soluzioni di compromesso che spesso possono risultare piuttosto
arbitrarie. Le modalità di comportamento dei lavoratori e le esigenze
specifiche devono essere anch'esse prese in considerazione.
Sedia
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la distanza tra la superficie del sedile e
il piano del tavolo deve essere compresa tra 270 e 300 mm;
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la sedia deve essere adattata sia ai tradizionali
compiti d'ufficio sia alla moderna strumentazione informatica;
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la sedia dev'essere ideata per starvi seduti sia in una posizione eretta che leggermente reclinata;
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lo schienale dovrebbe avere un'inclinazione
regolabile;
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è necessario uno schienale con un'altezza fra 480 e 500 mm in verticale a partire dalla superficie del sedile;
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lo schienale deve avere un supporto lombare
dalla forma corretta, che dovrebbe offrire un buon sostegno alla colonna
vertebrale tra la terza vertebra e l'osso sacro;
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la superficie del sedile dovrebbe misurare
in senso trasversale 400-450 mm e in senso longitudinale 380-420mm;
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il riposo dei piedi è importante e
quindi le persone di bassa statura non dovrebbero mai avere i piedi a penzoloni
;
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la sedia deve soddisfare tutti i requisiti di modernità: deve avere altezza regolabile (380-540 mm), con lo spigolo anteriore del sedile arrotondato. Dev'essere girevole, con la base a 5 razze con rotelle, mentre i meccanismi di regolazione devono essere di facile uso.
Video display units
Le video display unit (VDU) dovrebbero
avere le seguenti possibilità di regolazione:
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altezza della tastiera (dal pavimento all'alloggiamento)
700-850 mm
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centro dello schermo dal pavimento 900-1150
mm
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inclinazione dello schermo 88°-105°
sull'asse orizzontale
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tastiera (alloggiamento) dall'estremità
del tavolo 100-260 mm
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distanza dello schermo dall'estremità
del tavolo 500-750 mm
Inoltre:
-
una workstation VDU senza la regolazione in altezza della tastiera e senza la regolazione dell'altezza e della distanza dello schermo non è adatta per un lavoro continuativo;
-
i controlli delle regolazioni dovrebbero essere
facili da usare, in particolare nelle workstation usate a turno da persone
diverse;
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la distanza tra il bordo del tavolo e la parete alle spalle non dev'essere inferiore a 600 mm, mentre quella fra i piedi e la stessa parete non inferiore a 800 mm;
-
il contrasto luminoso fra lo schermo spento e il documento su cui si sta lavorando non dovrebbe superare il rapporto di 1:10. Tutte le altre superfici nel campo visivo dovrebbero avere una luminanza (indice di riflessione) compresa fra quella dello schermo e quella del documento su cui si sta lavorando;
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le misure di prevenzione più efficaci
sono il posizionamento corretto dello schermo rispetto a luci, finestre
ed altre superfici luminose.
Ergonomia cognitiva
La progettazione dell'interfaccia è l'elemento critico per l'usabilità del sistema. Infatti, per decidere come muoversi nel mondo le persone hanno bisogno di 'modelli mentali' di se stessi, degli altri, dell'ambiente e degli oggetti con cui interagiscono. L'usabilità di qualsiasi strumento software dipende fortemente dalla correttezza del modello mentale che l'utente costruisce durante l'interazione col sistema. Questo modello è in larga misura formato attraverso l'interpretazione delle azioni percepite e della loro struttura, ossia attraverso la progettazione dell'interfaccia. Per progettare un'interfaccia che possa indurre nella mente dell'utente un corretto modello del sistema, dev'essere utilizzato un approccio centrato sull'utente.
La progettazione centrata sull'utente comprende tre aspetti fondamentali:
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gli utenti (i telelavoratori) devono essere coinvolti in ogni fase del processo di progettazione;
- il processo di progettazione è centrato sulle attività di lavoro per cui il sistema sarà approntato, piuttosto che sulle opportunità tecnologiche;
-
il processo di progettazione è centrato sulle attività di lavoro per cui il sistema sarà approntato, piuttosto che sulle opportunità tecnologiche;.
Nella progettazione delle 'task' e degli strumenti per il telelavoro, un'attenzione particolare dev'essere rivolta all'analisi della fase lavorativa, ossia al modo in cui il lavoro è effettuato, prima di definire compiutamente qualsiasi programma di telelavoro. La 'cognizione' (presa di decisioni, soluzione di problemi, memoria, ecc.) è solo parzialmente nella testa delle persone. L'ambiente di lavoro è pieno di informazioni che le persone possono raccogliere in qualsiasi momento. Lavorando da casa, queste informazioni non sono più a disposizione, per cui i telelavoratori devono necessariamente essere dotati di strumenti più 'potenti', in grado di fornire loro le informazioni mancanti.
Si riporta qui di seguito una lista di alcune attività da svolgere nelle prime fasi della progettazione:
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analizzare i bisogni dell'utente (comunicazione formale e informale, istruzioni esplicite, autonomia, spazio di lavoro personale, ecc.);
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analizzare il contesto lavorativo (situazione logistica, supporti tecnologici, livello di rumore, ecc.);
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analizzare la rete 'sociale' del lavoratore (numero di relazioni orizzontali e verticali, gruppi culturali o comunità di 'appartenenza lavorativa', ecc.);
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analizzare il sistema dei flussi di lavoro;
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analizzare la struttura organizzativa;
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individualizzare le 'task' di telelavoro;
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analizzare le abilità del lavoratore nell'uso dei supporti tecnologici;
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analizzare le motivazioni del lavoratore.
Progettazione dei compiti di lavoro
La norma ISO 9241 (parte II, guida ai requisiti delle 'task') fornisce delle linee-guida agli utenti sui sistemi di elaborazione delle informazioni basati su unità video, con riferimento ai compiti d'ufficio. Queste raccomandazioni devono essere tenute in considerazione anche nella progettazione delle 'task' del telelavoro.
Una 'task' correttamente progettata dovrebbe:
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facilitare lo svolgimento dei compiti;
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salvaguardare la salute e la sicurezza dell'utente;
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promuoverne il benessere;
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fornire opportunità di sviluppo delle abilità e capacità.
Si dovrebbero evitare quanto più possibile:
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carichi di lavoro troppo modesti o eccessivi, che potrebbero condurre a sforzi o affaticamenti pericolosi, con il rischio di errori;
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esagerata ripetitività, che può condurre a sensazioni di monotonia, noia e insoddisfazione;
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eccessiva pressione temporale;
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isolamento lavorativo senza opportunità di contatti sociali.
Una progettazione adeguata ed efficiente dei compiti d'ufficio dovrebbe:
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riconoscere le capacità dell'insieme degli utenti;
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favorire l'applicazione di una adeguata varietà di abilità, capacità e attività;
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assicurare che i compiti realizzati siano identificabili come parti di un unico lavoro, piuttosto che come frammenti;
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assicurare che i compiti realizzati diano un contributo significativo all'insieme della funzione del sistema, che dev'essere capito da parte dell'utente;
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fornire un adeguato grado di autonomia all'utente nel decidere le priorità, i passi e la procedura;
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fornire sufficiente feed back sulla realizzazione dei compiti in termini comprensivi per l'utente;
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fornire opportunità per lo sviluppo delle abilità esistenti e per l'acquisizione di nuove.
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